

nel '94 era finalmente pronta per viverci e lavorarci
una casa moderna che mantiene lo spirito di quella antica
le stesse proporzioni, le stesse lesene sulla facciata sempre gialla,
la stessa bella cantina con infernotto, questa perfettamente originale
e conservata
ma
ora ci sono grandi tagli di vetro che fanno penetrare l'aria fin nel
profondo della casa e dentro scale di ferro industriali e mattoni di
cemento a vista
ci sono i nostri appartamenti, una grande sala comune per parlare o
per mostre ed installazioni, l'ufficio, una foresteria per gli ospiti,
una sala da teatro con un bel pavimento elastico di legno, luci, suoni,
quel che serve


e fuori un grande giardino da cui si può guardare lontano
ci abbiamo trovato una siepe di bosso e due cedri atlantici centenari
e querce, ciliegi selvatici, olmi
ci abbiamo piantato cento rose, peonie e mille iris, e adesso lavande
e viole si riproducono da sole

c'è
sempre tanta gente;


sono nati quattro bambini.
Amici che
hanno scritto sulla casa:
Andrea Porcheddu "La terra e
la poesia"
Piergiorgio Giacchè "Casa
o bottega?"
Lucio Argano "La casa degli alfieri"

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