Arte visiva

Come foglie, come vento, come morbidi pani

COME FOGLIE, COME VENTO, COME MORBIDI PANI
Vita immaginaria di San Francesco

di e con Antonio Catalano
coproduzione casa degli alfieri, festival Teatro e Colline, Fondazione CROSS ETS

con il Patrocinio del “Comitato Nazionale per la celebrazione degli 800 anni dalla morte di San Francesco”

Lo spettacolo propone una rilettura immaginaria della vita del Santo, focalizzandosi sull’attualità del suo messaggio di povertà.

Il racconto ripercorre il viaggio iniziatico di San Francesco, con i suoi incontri lungo il cammino immaginati da Catalano: l’incontro con la madre, con la povertà, con i panettieri, soprattutto con la beata ignoranza: ignorare come forma di conoscenza, di meraviglia, di santificazione.

Ad ogni incontro San Francesco si fa più semplice, più povero, più vicino alla terra e alle sue creature 

La scoperta di un San Francesco “primitivo” che, nella semplicità del cuore e del pensiero, trova la strada della felicità.

Una lettura volutamente farfugliata e ignorante, a volte onomatopeica, impoverita e per questo autentica.

Anche la scrittura è accidentata, disabilitata dall’obbligo del messaggio, impantanata nel fango. L’alto e il basso si confondono, il colto e l’incolto si toccano, ma proprio in questo accumulo di parole appare la frase, la parola che brilla, che mette in luce.

Dice Francesco: “Babbo, io non so perché, ma con la bocca dico piuma e con le orecchie capisco pietra”.

Un testo che appare dalle macerie di una guerra, laddove si trovano tracce di memoria di un’umanità dolorante, ma ancora palpitante di vita. Una poetica incantata e incantante, un Francesco Santo – cantastorie, con lo sguardo sull’infanzia, dove le parole non hanno ancora significato, ma sono piene di suoni di vento, di pioggia, di foglie. Parole con l’odore di morbidi pani.

 

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